Un passaggio decisivo, un tiro al volo verso la porta o una calciata a vuoto: nel calcio bastano una frazione di secondo e una forte contrazione eccentrica per provocare una lesione muscolare.

Una delle presentazioni cliniche più frequenti in ambito sportivo riguarda il dolore acuto e improvviso localizzato nella zona inguinale e adduttoria, insorto proprio durante il gesto tecnico della calciata.

In questo articolo vediamo nel dettaglio cosa succede al tessuto muscolare durante questo tipo di infortunio e qual è l’iter riabilitativo consigliato per garantire un rientro in campo sicuro ed efficace.

L’infortunio: cosa succede al muscolo durante la calciata?

La zona subito sotto l’inguine ospita i muscoli adduttori (in particolare l’adduttore lungo), strutture fondamentali per la stabilizzazione del bacino, il controllo del pallone, i cambi di direzione e la potenza di tiro.

Durante la fase di caricamento e di svincolo della gamba, l’adduttore passa da una condizione di massimo allungamento a una rapida e violenta contrazione. Se il carico applicato supera la capacità di tolleranza del tessuto, le fibre muscolari subiscono un micro o macro sfilacciamento. Il risultato è una fitta improvvisa che costringe l’atleta a interrompere immediatamente l’attività.

1. La prima fase: Valutazione, inquadramento e gestione dell’acuto (Settimane 1-3)

La gestione iniziale è cruciale per la qualità della successiva cicatrizzazione muscolare. In questa fase iniziale, che indicativamente si articola sulle prime 3 settimane (con tempistiche personalizzate in base alla gravità):

  • Inquadramento diagnostico: È fondamentale effettuare un’indagine ecografica per valutare con precisione la sede,la profondità e l’estensione della lesione. Contestualmente, è sempre raccomandabile la consultazione di un medico ortopedico per confermare la diagnosi e coordinare il piano terapeutico.
  • Terapia manuale e strumentale: Per ridurre l’edema ed evacuare eventuali stravasi ematici, si integrano tecniche di terapia manuale dolce e sedute di Tecarterapia a basso dosaggio termico, evitando sollecitazioni eccessive sui tessuti in fase di guarigione.

2. La seconda fase: Recupero della mobilità e rinforzo progressivo

Superata la fase acuta e stabilizzata la sintomatologia dolorosa, il focus del trattamento si sposta sulla riorganizzazione funzionale del tessuto cicatriziale:

  • Esercizi isometrici: Inizialmente a basso carico, sono utili per stimolare il corretto orientamento delle nuove fibre muscolari senza mettere a rischio la zona lesa.
  • Lavoro eccentrico ed esercizio terapeutico: Con il progredire della guarigione, si introducono esercizi specifici per gli adduttori per restituire tolleranza al carico, forza ed elasticità.
  • Integrazione di bacino e core: L’adduttore lavora all’interno di una catena cinetica complessa. Risulta quindi indispensabile rinforzare la parete addominale e ottimizzare la mobilità dell’anca e la stabilità lombo-pelvica.

3. La terza fase: Riatletizzazione e ritorno in campo

L’obiettivo finale della fisioterapia non si limita alla scomparsa del dolore nella vita quotidiana, ma punta a ricondizionare il muscolo per resistere agli alti carichi tipici della prestazione sportiva.

Nelle ultime fasi del percorso, la riabilitazione si sposta sul campo con esercitazioni progressive:

  1. Corsa rettilinea a intensità crescente
  2. Cambi di direzione, accelerazioni e decelerazioni
  3. Gestione del gesto tecnico specifico: reinserimento graduale dei passaggi e, infine, della calciata alla massima potenza.

Come prevenire le lesioni agli adduttori?

La prevenzione gioca un ruolo determinante per ridurre l’incidenza di recidive nella regione inguinale. Le strategie principali comprendono:

  • Riscaldamento strutturato: Inserire routine di attivazione dinamica e mobilità prima di ogni seduta di allenamento o partita.
  • Rinforzo specifico degli adduttori: Mantenere un equilibrio di forza ottimale tra muscoli adduttori e abduttori (glutei).
  • Gestione dei carichi di lavoro: Monitorare i volumi di allenamento ed evitare picchi improvvisi di intensità senza un idoneo recupero.

Se hai subito un infortunio simile o desideri strutturare un programma di prevenzione personalizzato, contatta il nostro ambulatorio per pianificare una valutazione specialistica.

Fisiologic dal 2009 fisioterapia e innovazione per lo sport e la riabilitazione.

Via Pietro Maroncelli 99 – Santa Maria Delle Mole ( Marino)

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